sabato 2 agosto 2014
Care, fresche, dolci acque
"Cara" Polinesia, è proprio il caso di dirlo! Avete presente quella sensazione scomoda, in Italia, di uscire da un supermercato con un sacchetto dentro cui ci sono quattro cose in croce, e il portafoglio alleggerito di 50 euro? Beh, in Polinesia la sensazione va moltiplicata per cento. Nessun mistero o barbatrucco, è solo arida matematica, qui tutto costa carissimo perché arriva da molto lontano, e la richiesta è sempre maggiore dell'offerta. Ogni mercoledì, una nave proveniente da Tahiti scarica la sua mercanzia, e tempo un paio di giorni le merci "fresche" sono finite: uova, frutta e verdura scompaiono come neve al sole, e dunque ogni mercoledì pomeriggio che io ho trascorso a Rangiroa mi sono appostata come una faina in un pollaio davanti all'entrata del piccolo negozietto, pronta a lanciarmi su pomodori, insalata e frutta fresca. La merce sparisce in un attimo, manco la regalassero, ma no, non la regalano affatto. Se i generi di prima necessità costano come il fuoco, potete immaginarvi che cosa può costare togliersi uno sfizio, ma forse qualche prezzo vero potrà darvi un'idea più precisa: un barattolo di Nutella di 400 gr costa 6 euro, una confezione di Scottex 6 euro (gasp!), una confezione di cereali Rice Krispies costa 8 euro (doppio gulp!), un sugo pronto 5 euro, 25 bustine di tè 4 euro.
"Andiamoci parchi", ho detto alle bambine in occasione dell'ultima cambusa, mentre rifacevo mentalmente l'ennesimo calcolo euro/franchi polinesiani, incredula del risultato che mi restituiva la targhetta del prezzo su una scatola di biscotti, solo apparentemente innocua.
"Sìììì, andiamo al parcoooooo!!!!!!" mi hanno risposto entusiaste le bambine, continuando imperterrite a riempire la sporta di merci costosissime...
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