domenica 23 giugno 2013
Aiò!
Siamo arrivati alla Baia di Hakatea. Care amiche geologhe, le Marchesi sarebbero il vostro paradiso. Non ho mai visto in vita mia una baia più grandiosa e spettacolare di questa, si tratta di un ancoraggio chiuso all'interno di un cratere, circondato da montagne alte almeno 800 metri, che conferiscono a questo posto un'aura di severità e maestosità del tutto particolare.
Ieri ci siamo inoltrati nella foresta per una passeggiata di un paio d'ore, dentro un profondo canyon, alla ricerca di una buona veduta sulla cascata di Vaipo, la più alta della Polinesia con i suoi 350 metri di caduta verticale. Mi spiace solo di non aver potuto godere per niente della magnifica passeggiata nella foresta, dal momento che mi sono beccata una bella febbre tropicale (dengue?) e già dal pomeriggio mi sentivo debole e febbricitante, desiderosa solo di sdraiarmi in cuccetta e assai poco interessata alle bellezze paesaggistiche che mi si aprivano davanti.
Oggi muoveremo verso 'Ua Pou, e a questo proposito vorrei aprire una parentesi sulla lingua polinesiana, che ha un suono tanto dolce e melodioso, quanto impossibile da memorizzare. Avevo sempre creduto di avere un buon orecchio per le lingue straniere, ma la battaglia con il polinesiano è semplicemente impari. Per darvi un'idea, vi dico che finora le tappe del nostro viaggio hanno toccato Taiohae, Taipivai, Anaho, Hatieu, Hakaui e Hakatea. Nell'isola di 'Ua Pou, dove siamo diretti, ci sono Hakaethau, Haakuti, Hakamaii, Hikeu, Hakatao, Hakahau e Hakanui. Nell'isola di Hiva Oa, ci sono Hanatekuua, Hanapaaoa, Hanaiapa, Hanaevane, Hanamoenoa e Hanamenino.
"Mi scusi" si dice "E'e, aue ho'i e".
"Non capisco" si dice "Aita i ta'a ia'u".
"Il mio nome è" si dice "To'u i'oa 'o".
Le amiche e gli amici sardi saranno felici di sapere che "sì" si dice "E, 'oia".
Aiò, ragazzi!
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