venerdì 23 marzo 2012

Galloni, gallette... galli

Finalmente da qualche giorno è uscito il sole, e con lui tutto il tripudio di azzurri e turchesi di questo mare. Siamo ancorati vicino a Tiadup, una bellissima isola circondata da una larga piscina naturale di acque basse e cristalline, territorio di caccia di alcune razze leopardo dall'elegante volo alato marino.
Nonostante la bellezza, questa zona è abbastanza poco battuta , perché qui non arriva bene né la rete cellulare, né i barconi che fanno il giro degli ancoraggi per rifornire le barche di generi di prima e seconda necessità.
A proposito di questi barconi, qualche settimana fa ne è arrivato uno sottobordo, carico di frutta e verdura, e al termine della mia spesina ho sentito una domanda bizzarra. "Pollo?" mi ha chiesto il venditore. "Pollo?" ho ripetuto perplessa io, con un punto interrogativo sospeso sulla testa. Non riuscivo a capire che cosa volesse, i kuna non allevano il pollame. "No tiengo", ho risposto, pensando che mi stesse chiedendo se ne avevo io. Poi, colta da illuminazione, mi sono sporta per cercare il pesce sul suo barcone: dopo tutto, anche da noi in Italia la "gallinella" è un pesce! "Pescado?" ho chiesto, fiduciosa. "No, pollo!" ha esclamato lui, aprendo un grosso contenitore in polistirolo, nel quale, con mio sommo orrore, erano stipate, tra il ghiaccio, confezioni su confezioni di pollo surgelato, tipo quello che abbiamo nei nostri supermercati. E così, niente più "pescado", in compenso è arrivato il pollo, per i kuna è una prelibatezza.
Ieri sera guardavo i pesci argentei compiere grandi balzi vicino alla barca durante la loro caccia serale, e gustavo il delizioso filetto di pargo pescato da Alessio, cucinato in salsa di pomodoro con capperi e olive, che sul banco di una nostra pescheria costerebbe un occhio della testa.
Pensavo alle batterie di polli panamensi, stipati uno sull'altro a crescere alla luce artificiale, destinati a finire nei piatti tradizionali kuna al posto del pesce, con somma contentezza di tutti.
E riflettevo, e non per la prima volta, che il mondo è strano, e a volte non ne vengo a capo. Ma quale sia il dritto e quale il rovescio non mi riesce sempre di capirlo, e forse in fondo nessuno lo sa!

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