
Scrivo nella mia ora d'aria visto che ho piazzato Anna davanti ai suoi aristogatti (sempre sia lodato il dvd portatile) e Chiara dorme, e ho mezzo secondo di tempo per pensare ai miei cari e a me stessa. In questi giorni non ho praticamente avuto nemmeno il tempo di andare al cesso, e sto dicendo sul serio, eh.
Le bambine stanno bene anche se soffrono moltissimo il caldo, Chiara è costantemente in un bagno di sudore, si sveglia completamente fradicia come appena uscita dalla doccia. Contro ogni previsione è proprio lei che fatica più ad abituarsi al cambiamento delle sue abitudini e del clima, è molto noiosa rispetto ai suoi standard. Sto disperatamente cercando di instaurare un minimo di routine quotidiana in tutta questa anarchia di ritmi, qui al momento pare una catena di montaggio e vorrei cercare di uscirne viva. Alla faccia della vacanza e del relax...
Il morale (mio), è un po' basso, sarà che non siamo ancora partiti per le San Blas e qui, al marina di Shelter Bay, siamo in culo all'universo, intendo dire che per raggiungere il più vicino centro commerciale e la prima cittadina dove comprare un po' di pane e latte ci vogliono due ore di pulmino che bisogna prendere alle 08.00 del mattino per ritornare poi a mezzogiorno, oppure sarà che qui non c'è nient'altro se non una tinozza che viene chiamata piscina e un porto dove siamo attraccati e confinati, nelle giornate senza vento come oggi la temperatura è rovente e le cabine sembrano dei forni. In quadrato c'è un po' più di ventilazione e refrigerio, ma tant'è.
Oppure sarà che la mia vita per il momento è un po' alienante, dietro a culi da lavare, bocche da nutrire e sonni sudati e appiccicosi rincorrendo il fuso orario giusto, comunque voglio essere ottimista e dire che non ho ancora superato la stanchezza del viaggio e lo choc del cambio repentino di contesto, e che le cose sono per forza destinate a migliorare.
Il viaggio è stato lungo e faticoso, impossible farlo da sola con due bambine di due e un anno, o per lo meno non con la quantità di bagagli con cui sono partita io, e che ho dovuto ritirare per l'ispezione doganale a New York e poi reimbarcare. Le prime 9 ore e mezza sono andate abbastanza lisce, mi ero ben preparata e organizzata, molto più delle madri cisrcostanti le quali mostravano un grado di disorganizzazione spaventoso e che erano già alla canna del gas dopo due ore di viaggio. Tra un sonno nella culletta speciale, un libro, un disegno e un dvd ce la siamo passata e sono scesa a New York con il morale abbastanza alto e l'autostima alle stelle. Inaspettatamente, quella a soffrire di più durante la seconda parte del viaggio è stata Chiara, la quale non riusciva a prendere sonno senza il suo lettino e le sue ferree abitudini, e che ha pianto e miagolato a intermittenza per il sonno durante la seconda parte del volo. La mazzata finale è stato comunque l'arrivo, dopo oltre 22 ore di viaggio effettivo (senza che io avessi mai dormito), perché ci aspettavano altre due ore di macchina per giungere infine alla barca, carichi di bagagli e con le bambine (per non parlare di me) esauste e stravolte. Inoltre dopo un paio di ore Chiara, nonostante il pesante debito di sonno, è stata svegliata comunque dal suo orologio biologico settato sull'ora di Milano e dunque alle 4 del mattino (ora local) e dopo oltre 24 ore di veglia mi sono trovata a giocare con i cubi sul letto con la mia figlia minore desiderando soltanto di dormire per un mese intero.
Inutile dire che anche l'alimentazione e i ritmi dei pasti sono stravolti e in corso di ripristino, Chiara beve un sacco di latte per generale inappetenza da caldo e principalmente per recuperare i liquidi che perde in sudore. Vedremo cosa si riuscirà a fare nei prossimi giorni.
Morale, in questo momento mi manca la neve e anche il freddo (io lo dico sempre che chi ha pane non ha i denti e viceversa!).
Le bambine stanno bene anche se soffrono moltissimo il caldo, Chiara è costantemente in un bagno di sudore, si sveglia completamente fradicia come appena uscita dalla doccia. Contro ogni previsione è proprio lei che fatica più ad abituarsi al cambiamento delle sue abitudini e del clima, è molto noiosa rispetto ai suoi standard. Sto disperatamente cercando di instaurare un minimo di routine quotidiana in tutta questa anarchia di ritmi, qui al momento pare una catena di montaggio e vorrei cercare di uscirne viva. Alla faccia della vacanza e del relax...
Il morale (mio), è un po' basso, sarà che non siamo ancora partiti per le San Blas e qui, al marina di Shelter Bay, siamo in culo all'universo, intendo dire che per raggiungere il più vicino centro commerciale e la prima cittadina dove comprare un po' di pane e latte ci vogliono due ore di pulmino che bisogna prendere alle 08.00 del mattino per ritornare poi a mezzogiorno, oppure sarà che qui non c'è nient'altro se non una tinozza che viene chiamata piscina e un porto dove siamo attraccati e confinati, nelle giornate senza vento come oggi la temperatura è rovente e le cabine sembrano dei forni. In quadrato c'è un po' più di ventilazione e refrigerio, ma tant'è.
Oppure sarà che la mia vita per il momento è un po' alienante, dietro a culi da lavare, bocche da nutrire e sonni sudati e appiccicosi rincorrendo il fuso orario giusto, comunque voglio essere ottimista e dire che non ho ancora superato la stanchezza del viaggio e lo choc del cambio repentino di contesto, e che le cose sono per forza destinate a migliorare.
Il viaggio è stato lungo e faticoso, impossible farlo da sola con due bambine di due e un anno, o per lo meno non con la quantità di bagagli con cui sono partita io, e che ho dovuto ritirare per l'ispezione doganale a New York e poi reimbarcare. Le prime 9 ore e mezza sono andate abbastanza lisce, mi ero ben preparata e organizzata, molto più delle madri cisrcostanti le quali mostravano un grado di disorganizzazione spaventoso e che erano già alla canna del gas dopo due ore di viaggio. Tra un sonno nella culletta speciale, un libro, un disegno e un dvd ce la siamo passata e sono scesa a New York con il morale abbastanza alto e l'autostima alle stelle. Inaspettatamente, quella a soffrire di più durante la seconda parte del viaggio è stata Chiara, la quale non riusciva a prendere sonno senza il suo lettino e le sue ferree abitudini, e che ha pianto e miagolato a intermittenza per il sonno durante la seconda parte del volo. La mazzata finale è stato comunque l'arrivo, dopo oltre 22 ore di viaggio effettivo (senza che io avessi mai dormito), perché ci aspettavano altre due ore di macchina per giungere infine alla barca, carichi di bagagli e con le bambine (per non parlare di me) esauste e stravolte. Inoltre dopo un paio di ore Chiara, nonostante il pesante debito di sonno, è stata svegliata comunque dal suo orologio biologico settato sull'ora di Milano e dunque alle 4 del mattino (ora local) e dopo oltre 24 ore di veglia mi sono trovata a giocare con i cubi sul letto con la mia figlia minore desiderando soltanto di dormire per un mese intero.
Inutile dire che anche l'alimentazione e i ritmi dei pasti sono stravolti e in corso di ripristino, Chiara beve un sacco di latte per generale inappetenza da caldo e principalmente per recuperare i liquidi che perde in sudore. Vedremo cosa si riuscirà a fare nei prossimi giorni.
Morale, in questo momento mi manca la neve e anche il freddo (io lo dico sempre che chi ha pane non ha i denti e viceversa!).
La faccina che si impicca nei blog non c'è???
RispondiEliminaIo però ti invidio comunque Schenny bella. Molto. Perchè tutto migliorerà e alle isole sarà una meraviglia! Sperando che siano un po' ventilate ... baci alle cucciole.